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L’uomo dei record verrebbe da dire, perché da calciatore l’ex centrocampista tiburtino ha collezionato ben 438 partite nel massimo torneo regionale. Di chi stiamo parlando? Di Gabriele Di Donato, ex calciatore di Tivoli, Pisoniano, Ciampino, Ostiamare, Villanova e tantissime altre, ora allenatore senza panchina (per fortuna come ci ha confessato). Da allenatore le ultime esperienze lo hanno visto prima sulla panchina del Licenza in Promozione, poi sempre nella stessa categoria a Guidonia sua ultima squadra. Queste le parole che ci ha detto Di Donato in esclusiva ai microfoni di Gol in Rete.

Il Covid ha solo evidenziato problemi già esistenti

“La situazione non è certo delle migliori, ma non lo era già da prima. Il Covid ha solo evidenziato problemi che aleggiavano nel calcio dilettantistico già da un po’ di tempo. Certo ora è veramente dura perché la situazione è molto delicata e magari con il ritorno il campo si continuerà con il valzer dei rinvii, dei contagiati e tutto il resto. Per quanto mi riguarda io riprenderei i campionati una volta distribuiti i vaccini, per non incombere in nuovi rinvii e per non falsare in qualche modo i campionati.”

A Guidonia ultima esperienza in panchina di Di Donato

“Si la mia ultima esperienza è stata a Guidonia ed è finita di comune accordo con la società perché avevamo due tempistiche di programmazione differenti. La stagione non è stata particolarmente entusiasmante per quanto riguarda i risultati ma ciò nonostante abbiamo lottato ogni domenica, quindi per non ripetere la stessa annata la mia idea era quella di programmare fin da subito la nuova stagione, ma la società aveva altre priorità e la questione stadio era molto importante per il club, quindi abbiamo deciso di interrompere l’accordo che ci legava.”

Una panchina che manca

“Magari nei prossimi mesi chissà forse sarà una possibilità, vedremo come si evolverà la situazione e se si libererà qualche panchina, in quel caso mi farò trovare pronto. Se avrò la possibilità andrò a vedere molte partite di colleghi e vecchi amici, magari studiare anche qualche giocatore. Da una parte è stato un bene non aver cominciato su una panchina quest’anno, perché iniziare tra i vari dubbi ‘si gioca o non si gioca’ e poi dopo qualche partita essere costretti a rimanere fermi per mesi, non è una bella situazione. Però si, il campo mi manca e non vedo l’ora di poter ricominciare a vivere la quotidianità degli allenamenti e delle partite.”

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