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Fa discutere la decisione presa dal Trastevere Calcio che ha impedito a una bambina di iscriversi alla scuola Calcio

Immaginate una bambina di sette anni che guarda dietro le recinzioni di un campo da calcio i suoi coetanei maschi giocare a pallone. La piccola sta lì, in piedi, nel suo cappotto blu e nei suoi stivali da pioggia, a fissare quel pallone che rotola fra i piedi di quei bambini. Il motivo per cui è lì? Lo storico Trastevere Calcio, squadra a cui Olivia ha chiesto di iscriversi, non fa per lei perché il pallone secondo loro “non è un gioco da ragazze“.

L’immagine pubblicata da La Repubblica che ritrae questa bambina guardare ogni giorno quel campo ha fatto il giro del web, creando non poco sdegno. A maggior ragione quando la motivazione ufficiale dell’esclusione di Olivia è stata questa: “sarebbe diseducativo lasciare una sola bambina in mezzo a tanti maschietti“.

Questa la foto in questione:

Ora, nel 2020, c’è ancora la necessità di mettere dei confini in tutto, anche nel gioco? Perché come ogni appassionato di calcio sa, il gioco del pallone è un momento di felicità, gioia e forti emozioni. E allora perché non possiamo far vivere ad Olivia la stessa cosa? Perché la dobbiamo obbligare a guardare da lontano, se la sua voglia è quella di stare con gli altri bambini maschi?

Da quando la foto è rimbalzata su internet, in molti si sono mobilitati e tra questi ci sono tutte le giocatrici della nazionale femminile. Le azzurre hanno invitato Olivia ad andare a Coverciano a conoscere chi quei pregiudizi li ha abbattuti e ce l’ha fatta.

Perché é proprio così che si fa, si incita a fare sempre ciò che ci piace, ciò che vogliamo fare. E allora perché non proviamo tutti insieme a cambiare le cose, a far sì che vedere una donna in campo arbitrare una partita di Champions League maschile sia la normalità e non l’eccezione. A far sì che una bambina che vuole vestire gli stessi panni di un suo coetaneo maschio non possa più essere notizia ma la consuetudine. E magari farsi fare un assist da quel compagno maschio per un meraviglioso gol vittoria: quello della PARITA‘.

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