Dopo un buon inizio di campionato, la Tivoli Calcio 1919 ha avuto un lento declino in classifica, con l’ultima vittoria che risale al lontano 18 Settembre in casa contro il Real Monterotondo Scalo. Sono passati poco più di due mesi da quel pomeriggio caldo di Settembre, e da allora la squadra di mister Colantoni ha ottenuto sei pareggi e tre sconfitte. Non certo un cammino da squadra che si gioca una salvezza tranquilla. Andiamo ad analizzare tutti i numeri di quello che è stato fino ad ora il cammino dei tiburtini in questo inizio di stagione.

Tivoli, i numeri di questo inizio di campionato

Al 20 Novembre, giorno dell’ultimo turno di campionato giocato e pareggiato in casa contro l’Aprilia, la Tivoli ha collezionato: 2 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte, molto poco rispetto alle potenzialità e a ciò che ha sempre dimostrato in campo la squadra di Colantoni. Se la difesa è la seconda migliore del campionato insieme a Sorrento e Vis Artena con 12 reti al passivo, l’attacco è quello che ha dato sempre maggiori problemi. Il reparto offensivo amarantoblu è il terzo peggiore attacco del girone con 11 gol realizzati in dodici match disputati, dietro solo ad Aprilia (5) e Vis Artena (9).

In questi numeri c’è anche un dato preoccupante, la formazione tiburtina per il momento non ha mai vinto uno scontro diretto. Negli incontri con chi è in piena zona retrocessione e play-out la Tivoli ha incontrato: Vis Artena, Atletico Uri, Portici e Aprilia, per un bottino di tre pareggi ed una sconfitta, quella contro il Portici per 0-1. Se tra le mura amiche i punti realizzati 10, frutto di 2 vittorie, 4 pareggi ed una sola sconfitta, è il rendimento in trasferta a pesare come un macigno, con gli amarantoblu che non hanno mai trovato la vittoria ma solo due pareggi e tre sconfitte. Davvero troppo poco per una squadra che, a detta di molti addetti ai lavori meriterebbe una classifica sicuramente migliore.

Cosa manca?

A guardare la classifica si potrebbe rispondere con “tutto”. Sicuramente manca una punta in grado di buttare la palla dentro la porta, cosa che la Tivoli non ha. Granado e Mastropietro finora non hanno sicuramente dato quel contributo che ci si aspettava, con il brasiliano che ha appena segnato un gol (in coppa) mentre il numero dieci ha realizzato tre reti tra campionato e coppa. Oltre ad una punta in grado di finalizzare al meglio il gioco della squadra, manca un rifinitore, un giocatore in grado di fare la differenza negli ultimi venti metri con una qualsiasi giocata, con un po’ di fantasia in grado di spaccare la partita. Il solo Capodaglio in mediana non può fare miracoli e, l’assenza di De Marco, fuori per infortunio, ha di certo influito negativamente su questo rendimento.

Altra mancanza nella rosa è quel giocatore in grado di puntare l’uomo, soprattutto sulle fasce. Vagnoni e Pompei sulle fasce fanno il loro, danno grande spinta, ma sembrano non avere quell’attitudine a puntare l’uomo per superarlo e creare superiorità sulle corsie laterali. Questa mancanza in generale si riflette anche su un altro dato poco confortante: la Tivoli ancora non ha avuto un calcio di rigore a favore. Sono tutti piccoli dettagli che, nel quadro complessivo, influiscono in negativo sul cammino della squadra.

Punti di forza e da dove ripartire

L’apertura della finestra di mercato a Dicembre potrà certo aiutare il club tiburtino che, se rinforzato con quelle due o tre pedine in grado di alzare l’asticella, potrebbe davvero puntare ad una salvezza tranquilla come auspicato da tutti. Ripartire da quello si, ma anche da una difesa che si è dimostrata solida in tutti i suoi interpreti, da Lisari a Tarantino, da Sfanò a Valentini quando è stato chiamato in causa. Una difesa che durante l’arco dei novanta minuti concede sempre poco agli avversari e i gol subiti lo dimostrano. Alcune delle reti subite sono frutto di errori individuali o di conclusioni imparabili (vedi il match contro l’Atletico Uri). Nel complesso la difesa è certamente uno dei punti forti di questa squadra.

Ultimo punto, non certo meno importante, è ripartire o meglio, continuare con mister Colantoni. Se in queste situazioni il primo imputato è sempre l’allenatore, in questo caso c’è da dire che il mister ha portato aria fresca, con una squadra che si è mostrata sempre propositiva, in ogni campo e con ogni avversario. Ovviamente l’allenatore non è esente da colpe sia chiaro, il tutto va sempre diviso equamente quando i risultati non arrivano. Ma, se la dirigenza dovesse mettergli a disposizione i giusti rinforzi, questa squadra potrebbe togliersi grandi soddisfazioni.

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