Il debutto casalingo del Guidonia Montecelio in Serie C si è trasformato in una serata di rimpianti. La sconfitta per 0-2 contro il Pineto è figlia di un poco cinismo da parte dei ragazzi di mister Ginestra che, pur giocando bene, non sono riusciti a ribaltare il risultato. Purtroppo gli episodi non sono girati a favore dei tiburtini che hanno utilizzato anche la tecnologia per riaprire la partita ed annullare la rete del raddoppio degli abruzzesi ma le due carte giocate dalla panchina guidoniana non hanno cambiato nulla, anzi hanno lasciato l’amaro in bocca.
La moviola: Il presunto fallo su Bernadotto
Il primo episodio arriva in occasione del raddoppio del Pineto al 49’, quando Bruzzaniti approfitta di un errore difensivo e trova la rete dello 0-2. Il Guidonia reclama un presunto fallo su Bernardotto nell’azione che precede il gol e si affida al challenge. Dopo la revisione l’arbitro conferma la propria scelta: nessuna irregolarità e rete convalidata. Il contatto c’è ma il direttore di gara non lo ha ritenuto falloso.
Il rigore richiesto
Poco più tardi, i padroni di casa provano a riaprire la partita chiedendo un calcio di rigore per un tocco di braccio in area. Anche in questo caso la panchina gioca la carta del challenge, ma la revisione non porta al risultato sperato: l’arbitro giudica il movimento del difensore congruo e lascia correre. Un episodio che a caldo ha scaldato gli animi sugli spalti, ma che a freddo trova spiegazioni tecniche più solide e non appare così clamoroso.
Alla fine, il Guidonia esce sconfitto ma non ridimensionato. Mister Ginestra ha provato fino all’ultimo a cambiare la sorte della gara sfruttando con coraggio entrambe le chiamate a disposizione: una scelta che dimostra lucidità e volontà di provare a cambiare l’esito della partita. Stavolta il challenge non ha modificato le decisioni dell’arbitro, ma resta la bontà dello strumento, che si conferma un passo avanti per la trasparenza e l’equità del gioco. È un mezzo che responsabilizza le panchine e garantisce maggiore chiarezza, riducendo al minimo gli alibi e che dà la possibilità agli arbitri di visionare l’azione e di prendere la decisione in base alla sua interpretazione, non di quella esterna. I rossoblu non hanno avuto fortuna, ma la sensazione è che in futuro questo sistema potrà diventare un alleato prezioso per tutti.
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