È uno dei simboli della Nuova Spes Poli, uno di quei giocatori che rappresentano l’identità stessa della squadra. Danilo Galassi, difensore centrale classe ’93, è pronto a riprendersi il suo posto in campo dopo un anno difficile, segnato da un infortunio che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco per l’intera stagione. Ma il legame con la maglia giallorossa non si è mai interrotto.
Presente fin dall’anno della fondazione del club, nel 2018, Galassi ha vissuto la crescita della società passo dopo passo, diventando un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Dopo una parentesi da capitano all’Atletico Zagarolo, ha scelto di tornare “a casa”, per una scelta di cuore. Ora, con la squadra che si prepara al via del nuovo campionato nel girone D, e con una rosa profondamente rinnovata e ringiovanita, Danilo è pronto a rimettersi in gioco.
In questa intervista ci racconta la sua emozione per il ritorno, l’attaccamento alla piazza di Poli, le ambizioni personali e di squadra, e l’attesa per il nuovo impianto sportivo che presto diventerà il cuore pulsante del progetto giallorosso.
Danilo, sei uno dei volti storici della Nuova Spes Poli. Cosa significa per te indossare di nuovo questa maglia, dopo un anno complicato e dopo averla scelta per una questione di cuore?
Il Poli per me è casa. È molto più di una squadra: è un legame profondo, costruito anno dopo anno. Anche quando sono stato costretto a restare fuori, non mi sono mai sentito lontano. Ho vissuto ogni allenamento e ogni partita accanto ai miei compagni, con lo stesso trasporto di sempre. Tornare in campo con questi colori è una sensazione che non si può spiegare: è il mio posto, il mio mondo.
Dopo un infortunio che ti ha tenuto lontano dal campo per un’intera stagione, con che spirito ti stai preparando a tornare protagonista? Quanto è stata dura, e cosa ti ha spinto a non mollare?
È stato un anno molto difficile, uno dei più duri della mia carriera. Ma non ho mai pensato di mollare, perché per me il calcio è tutto. Ho continuato ad allenarmi da solo, con determinazione e positività, affrontando ogni giorno con l’obiettivo di tornare in campo. In questo percorso non sono mai stato solo: devo ringraziare la società e mister Porcari, che non hanno mai smesso di farmi sentire parte del gruppo. Questo mi ha dato la forza per reagire.
Hai fatto parte dell’Amiternina in Serie D, del Casilina, dell’Atletico Zagarolo – di cui sei stato anche capitano – ma è a Poli che hai scelto di tornare: cosa rende speciale questo ambiente per te?
Come dicevo, per me Poli è famiglia. Ho avuto la fortuna di vestire maglie importanti e di ricoprire ruoli di responsabilità, ma qui è diverso. È un legame viscerale, umano, prima ancora che sportivo. Tornare è stata una scelta naturale, dettata dal cuore. Questo è il posto dove voglio stare.
La squadra è cambiata molto rispetto a un anno fa: tanti volti nuovi, un gruppo giovane, uno staff rinnovato. Che impressione ti ha fatto questa nuova Spes Poli e che ruolo pensi di avere in questa stagione?
Siamo una squadra giovane e questo è un grande valore. I ragazzi portano entusiasmo, energia e voglia di emergere. Tocca a noi più esperti accompagnarli nel percorso, spronarli nei momenti difficili e farli sentire parte di un progetto vero. Il mio ruolo sarà quello di sempre: dare tutto per la squadra, dentro e fuori dal campo. Ma quest’anno sento ancora di più la responsabilità di essere un punto di riferimento per i più giovani.
Conosci bene la categoria e anche le dinamiche del nuovo girone D: che tipo di campionato ti aspetti, e quali credi siano le difficoltà e le opportunità di questo raggruppamento?
Il girone è tosto, pieno di squadre attrezzate e giocatori esperti. Molti avversari li conosco bene, so che non ci regalerà niente nessuno. Ma noi abbiamo l’obbligo di scendere in campo con la testa alta e combattere fino all’ultimo minuto, ogni domenica. Ci sarà da sudare, ma anche da divertirsi.
A breve verrà inaugurato anche il nuovo impianto sportivo comunale: quanto può incidere sulla crescita della squadra e dell’intera società avere finalmente una casa degna di questo nome?
Non vedo l’ora di mettere piede nel nuovo impianto. Sarà una grande emozione per tutti. Giocare finalmente “a casa nostra”, con la nostra gente sugli spalti, sarà una spinta incredibile. Poli merita una struttura all’altezza, e questo nuovo campo rappresenta un grande passo avanti per tutta la società.
Nel gruppo si percepisce grande entusiasmo, ma anche consapevolezza: qual è l’obiettivo reale che vi siete posti come squadra?
L’obiettivo è quello di arrivare più in alto possibile. Non ci poniamo limiti. Siamo un gruppo nuovo, ma molto forte, con tanta voglia di dimostrare. L’importante è lavorare insieme, con umiltà, e crescere giorno dopo giorno. Se lo faremo, potremo toglierci grandi soddisfazioni.
Infine, un messaggio ai tifosi di Poli, che ti hanno sempre dimostrato affetto e che aspettano con ansia di rivederti in campo.
I tifosi sono la nostra forza. Li ammiro, li rispetto e gli voglio un gran bene. Sentire il loro calore anche quando ero fuori è stato fondamentale per me. Io sarò sempre uno di loro, e darò tutto me stesso per ripagare la fiducia e l’affetto che mi hanno sempre dimostrato.
Leggi tutte le notizie su golinrete.it e seguici su tutti i nostri social: Facebook e Instagram, per rimanere aggiornato sul mondo dilettantistico del panorama tiburtino.
